Consigli per i creditori

L’errore più comune delle imprese, ma anche dei professionisti, è quello di tralasciare il recupero crediti credendo, in tal modo, di salvaguardare il fatturato.
La soluzione, in questo caso, è semplicissima; è necessario innanzi tutto sollecitare i debitori morosi (con le lettere di messa in mora, come quella che viene qui indicata in calce a mero titolo esemplificativo e che è necessario adattare al caso specifico) e non lasciare passare troppo tempo, al punto tale che i crediti divengano inesigibili.
Spesso ho potuto constatare che i debitori in difficoltà tendono a tralasciare i pagamenti dei creditori che non richiedono il pagamento per pagare, invece, coloro i quali insistono per essere pagati (un cliente non è mai un amico perché un amico non mette in difficoltà).
L’istituto della costituzione in mora disciplinato dall’art. 1219 c.c. prevede la possibilità di costituire il debitore mediante una richiesta o intimazione fatta per iscritto (è sempre preferibile una intimazione scritta inviata o per raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite pec perché così si ha la dimostrazione di tale costituzione, che non necessita di particolari formalità).
Inoltre, l’art. 1219 c.c. prevede le ipotesi per le quali non sussiste la necessità di costituzione poiché la costituzione è automatica, ossia:

  • quando il debito deriva da fatto illecito;
  • quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non volere eseguire l’obbligazione;
  • quando è scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore.

Se il termine scade dopo la morte del debitore, gli eredi non sono costituiti in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto, e decorsi otto giorni dall’intimazione o dalla richiesta.
I presupposti per la sussistenza dell’istituto della costituzione in mora sono che il credito sia certo (quando risulta chiaramente nel suo contenuto e nei suoi limiti dagli elementi indicati nel titolo esecutivo, ovvero non è controverso nella sua esistenza) liquido (quando l’ammontare risulta espresso in misura determinata e non in modo generico) ed esigibile (ossia che il credito non sia sottoposto a termine o a condizione) e si verifica soltanto nei casi nel quali l’obbligazione debba essere adempiuta al domicilio del debitore, quando non sussista un termine ovvero sia stato apposto un termine approssimativo e qualora sia stata stabilita dalle parti negozialmente la necessità di una intimazione scritta.
Per quanto riguarda i professionisti, proprio per evitare spiacevoli sorprese di mancato pagamento, è sempre opportuno non soltanto far sottoscrivere al cliente un conferimento di incarico per iscritto, ma indicare chiaramente anche i costi e le modalità di pagamento delle prestazioni professionali (preventivo); così facendo si evitano poi fraintendimenti ed eventuali contestazioni dal cliente divenuto debitore.
Ecco, pertanto, un semplicissimo esempio di richiesta di pagamento che è sempre opportuno inviare al debitore, quale lettera di messa in mora.

Esempio: Lettera di costituzione in mora


Raccomandata AR Spett.le (ragione sociale ed indirizzo)
Oggetto: Lettera di costituzione in mora
Si scrive la presente per intimare il pagamento delle fatture n _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ (qualora si tratti di un contratto di vendita) oppure il pagamento delle parcelle n _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ (qualora si tratti di un professionista; in tal caso è sempre opportuno indicare in calce quanto segue: La presente vale ad ogni effetto interruttivo della prescrizione).
Qualora non provvediate al pagamento di quanto sopra entro e non oltre quindici giorni dal ricevimento della presente ci vedremo costretti ad affidare la pratica di recupero al nostro Ufficio Legale.
Distinti saluti.

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