La gravità dell’inadempimento

In una recente pronunzia, il Tribunale della Spezia (sentenza n. 167/2020) ha considerato come anche per la locazione ad uso non abitativo, ancorché non si possa fare riferimento alla procedura del termine di grazia, la domanda di risoluzione del contratto di locazione debba essere considerata e valutata alla stregua della gravità dell’inadempimento ex art. 1455 c.c. (nel caso di specie l’inadempimento era dovuto alla chiusura per il periodo dell’emergenza pandemica).

Infatti, il Giudice considerando che la locazione era risalente nel tempo, che la morosità non era rilevante trattandosi soltanto di tre canoni relativi al periodo nel quale il Professionista aveva dovuto chiudere lo studio (odontoiatra) ed il pagamento dei canoni e delle spese legali fosse avvenuto dopo la notifica dell’atto di intimazione di sfratto, ha ritenuto di non accogliere la domanda e di non pronunziare la risoluzione per inadempimento del contratto di locazione non perché non sussistesse un inadempimento ma perché questo, considerati anche i canoni di buona fede e di correttezza, non poteva essere ritenuto grave.

Speriamo che questa sentenza non rimanga un caso isolato.