Pignoramento presso terzi
Recupero crediti in via giudiziale


Per quanto riguarda il recupero crediti in via giudiziale, qualora il cliente sia in possesso di un titolo esecutivo ai sensi e per gli effetti dell’art. 474 c.p.c. (decreto ingiuntivo o sentenza di condanna) uno degli strumenti di tutela più efficaci che l’ordinamento prevede è quello del pignoramento presso terzi previsto dagli artt. 543 e ss. c.p.c..

Però, prima di intraprendere questa strada è quanto meno opportuno avere delle informazioni preliminari circa un possibile terzo che possa essere creditore del debitore (istituto di credito noto al creditore procedente oppure conosciuto tramite informazioni commerciali, oppure avere indicazioni di possibili datori di lavoro, rapporti pensionistici o contratti in essere con il debitore, quali contratti di locazione) ovvero intraprendere, decorso il termine di dieci giorni dalla notifica dell’atto di precetto ex art. 480 c.p.c., atto prodromico all’esecuzione, una procedura di ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492 bis c.p.c..

Invero con un procedimento snello (di competenza del Tribunale presso il quale il debitore è residente) con un ricorso di autorizzazione al Presidente del Tribunale per la ricerca telematica dei beni da pignorare (competenza della volontaria giurisdizione) si può procedere, una volta ottenuta l’autorizzazione, a richiedere agli Enti interessati (Agenzia delle Entrate o INPS) di avere le informazioni circa i rapporti che il debitore ha in essere e che possono essere utili per un eventuale pignoramento presso terzi.

Con queste modalità il creditore procedente può esperire questo procedimento esecutivo con maggior forza e, qualora ci si muova con velocità, atteso il termine di cessazione di efficacia del precetto, ossia come previsto dall’art. 481 c.p.c. che “Il precetto diventa inefficace, se nel termine di novanta giorni dalla sua notificazione non è iniziata l’esecuzione.”, si ha la possibilità di aggredire i crediti del debitore e di poter recuperare con efficacia il credito.

Quando si sia in possesso del titolo esecutivo, dell’atto di precetto notificato, siano decorsi dieci giorni dalla notificazione del precetto e si siano ottenute tutte le informazioni utili, si può procedere a richiedere la notificazione e l’esecuzione dell’atto di pignoramento presso terzi, che è atto di competenza dell’Ufficiale Giudiziario.

Infatti, l’art. 543 c.p.c. prevede che: “ Il pignoramento di crediti del debitore verso terzi o di cose del debitore che sono in possesso di terzi, si esegue mediante atto notificato al terzo e al debitore a norma degli articoli 137 e seguenti. L'atto deve contenere, oltre all'ingiunzione al debitore di cui all'articolo 492:

  • l'indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto;
  • l'indicazione, almeno generica, delle cose o delle somme dovute e l'intimazione al terzo di non disporne senza ordine di giudice;
  • la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente nonché l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata del creditore procedente;
  • la citazione del debitore a comparire davanti al giudice competente, con l'invito al terzo a comunicare la dichiarazione di cui all'articolo 547 al creditore procedente entro dieci giorni a mezzo raccomandata ovvero a mezzo di posta elettronica certificata; con l'avvertimento al terzo che in caso di mancata comunicazione della dichiarazione, la stessa dovrà essere resa dal terzo comparendo in un'apposita udienza e che quando il terzo non compare o, sebbene comparso, non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore, nell'ammontare o nei termini indicati dal creditore, si considereranno non contestati ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione.

Nell'indicare l'udienza di comparizione si deve rispettare il termine previsto nell'articolo 501.
Eseguita l'ultima notificazione, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l'originale dell'atto di citazione. Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi dell'atto di citazione, del titolo esecutivo e del precetto, entro trenta giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al secondo periodo sono depositate oltre il termine di trenta giorni dalla consegna al creditore.

Quando procede a norma dell'articolo 492-bis, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore il verbale, il titolo esecutivo ed il precetto, e si applicano le disposizioni di cui al quarto comma. Decorso il termine di cui all'articolo 501, il creditore pignorante e ognuno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere l'assegnazione o la vendita delle cose mobili o l'assegnazione dei crediti. Sull'istanza di cui al periodo precedente il giudice fissa l'udienza per l'audizione del creditore e del debitore e provvede a norma degli articoli 552 o 553. Il decreto con cui viene fissata l'udienza di cui al periodo precedente è notificato a cura del creditore procedente e deve contenere l'invito e l'avvertimento al terzo di cui al numero 4) del secondo comma.”.
Innanzi tutto l’atto deve rispettare, quanto al contenuto, tutte le previsioni dell’art. 543 c.p.c. e per l’udienza si deve tenere conto da un lato del termine di dieci giorni dal pignoramento e, quindi, considerare le notifiche del pignoramento presso terzi.

Altra questione importantissima è che il pignoramento presso terzi perde efficacia se non viene iscritto a ruolo nel termine di trenta giorni dalla consegna dei titoli al creditore (diversamente dal termine previsto di quindici giorni per il pignoramento mobiliare); in questo caso si ritiene che il termine decorra dell’effettiva consegna e non dalla eventuale comunicazione che l’Ufficiale Giudiziario effettui al creditore che è stato eseguito il pignoramento e che possono essere ritirati i titoli.

Il terzo pignorato, sia un istituto di credito un ente previdenziale od altro soggetto, non viene considerato parte del procedimento espropriativo ed è tenuto ad effettuare la dichiarazione di cui all’art. 547 c.p.c., ossia che: “Con dichiarazione a mezzo raccomandata inviata al creditore procedente o trasmessa a mezzo di posta elettronica certificata, il terzo, personalmente o a mezzo di procuratore speciale o del difensore munito di procura speciale, deve specificare di quali cose o di quali somme è debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna. Deve altresì specificare i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui e le cessioni che gli sono state notificate o che ha accettato. Il creditore pignorante deve chiamare nel processo il sequestrante nel termine perentorio fissato dal giudice.”.

Qualora la dichiarazione del terzo pignorato sia negativa (ovvero quando si trovi un accordo con il debitore) il creditore procedente può evitare di iscrivere a ruolo il pignoramento presso terzi ed ai sensi dell’art. 164 ter disp. att. c.p.c. può notificare un atto ovvero inviare una dichiarazione sia al debitore che al terzo: “il creditore entro cinque giorni dalla scadenza del termine ne fa dichiarazione al debitore e all’eventuale terzo, mediante atto notificato. In ogni caso ogni obbligo del debitore e del terzo cessa quando la nota di iscrizione a ruolo non è stata depositata nei termini di legge.”.

Nell’ipotesi, invece, di una dichiarazione del terzo positiva ed in assenza di un accordo con il debitore, il creditore procede all’iscrizione a ruolo e viene fissata l’udienza; all’udienza il creditore procedente chiede l’assegnazione della somma e la liquidazione delle spese.

Usualmente, tranne le ipotesi di eventuali procedimenti di opposizione, il Giudice provvede con ordinanza all’assegnazione della somma al creditore procedente e liquida le spese; tale ordinanza viene inviata all’Agenzia delle Entrate per la liquidazione dell’imposta di registro.

Una volta corrisposta l’imposta di registro si provvede a comunicarla al debitore ed al terzo pignorato e si chiede l’assegnazione della somma, provvedendo alla precisazione del credito (capitale, interessi e spese della procedura); il terzo provvede a corrispondere al pagamento della somma come da provvedimento del Giudice.

Qualora sussista una dichiarazione positiva del terzo pignorato, si provveda all’iscrizione a ruolo ed il debitore proponga un pagamento prima dell’udienza potrà essere effettuata dal creditore procedente la rinunzia agli atti del pignoramento presso terzi e la procedura verrà dichiarata estinta; questo provvedimento dovrà essere reso noto al terzo pignorato in modo che possa provvedere alla liberazione delle somme dal vincolo pignoratizio.

Però può sussistere il caso in cui pur sussistendo una dichiarazione positiva il creditore procedente abbia delle indicazioni tali che lo portino a volerla contestare; in questo caso si applica quanto dispone l’art. 549 c.p.c. ossia che: “Se sulla dichiarazione sorgono contestazioni o se a seguito della mancata dichiarazione del terzo non è possibile l'esatta identificazione del credito o dei beni del debitore in possesso del terzo, il giudice dell'esecuzione, su istanza di parte, provvede con ordinanza, compiuti i necessari accertamenti nel contraddittorio tra le parti e con il terzo. L'ordinanza produce effetti ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione ed è impugnabile nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617.”.

Infine, nell’ipotesi in cui il terzo pignorato non provveda ad effettuare la dichiarazione, il creditore procedente all’udienza fissata è tenuto a dichiarare la mancanza della dichiarazione ed il Giudice fissa una nuova udienza; il creditore procedente dovrà notificare questa ordinanza al terzo almeno dieci giorni prima dell’udienza.

Come previsto dall’art. 548 c.p.c. “Se questi non compare alla nuova udienza o, comparendo, rifiuta di fare la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso del bene di appartenenza del debitore, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione se l'allegazione del creditore consente l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore in possesso del terzo e il giudice provvede a norma degli articoli 552 o 553.” il credito viene considerato non contestato ed il Giudice provvede all’assegnazione e/o alla vendita.

Perciò, attesa la celerità del procedimento di espropriazione è sicuramente preferibile rispetto al pignoramento mobiliare e lo Studio lo consiglia sempre ai propri clienti.

Recupera i Crediti

Serve aiuto? Contatta lo Studio legale Avv. Segato,
esperto nel Recupero Crediti con sede a Padova,
sarai ricontattato il prima possibile.

Contatta lo Studio