Procedimento di mediazione
Recupero crediti in via stragiudiziale


Qualora il debitore non risponda, o non intenda adempiere spontaneamente, una delle possibili soluzioni che sono prospettate dallo Studio è quella di intraprendere un procedimento di mediazione disciplinato dal D. Lgs. 28/2010.
Come è previsto nell’art. 5 del D. L. 28/2010 il procedimento di mediazione è obbligatorio e condizione di procedibilità per alcune materie e segnatamente:

1. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale .... 1- bis. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall'avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero i procedimenti previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179 , e dai rispettivi regolamenti di attuazione ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , e successive modificazioni, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 187-ter del Codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, per le materie ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. …".

Il procedimento di mediazione si instaura con la presentazione della domanda e dei documenti ad essa correlati presso un Organismo di mediazione; usualmente l’Organismo di mediazione valuta la documentazione e fissa una data per il primo incontro nel termine, ove possibile, di trenta giorni dalla ricezione della domanda.

Una volta fissata la data per il primo incontro e nominato il Mediatore incaricato, l’Organismo provvede alla comunicazione della domanda alla controparte, la quale può aderire o rifiutare di aderire motivando il rifiuto per iscritto.

Qualora la controparte aderisca e si presenti al primo incontro, il Mediatore, fornite le necessarie indicazioni circa lo svolgimento del procedimento di mediazione, richiede alle parti se intendano procedere e si possono avere diversi risultati.

Innanzi tutto il procedimento ha una durata di tre mesi, che può essere derogata per accordo delle parti; e se le parti intendono continuare con il procedimento, si procede con la fissazione del primo incontro (anche nella stessa data dell’incontro preliminare ove possibile) e, quindi, si prosegue sino al raggiungimento di un accordo, ovvero alla conclusione del procedimento in mancanza di accordo tra le parti.

Per tutti gli incontri viene redatto dall’Organismo e sottoscritto dalle parti un verbale riassuntivo contenente l’oggetto, le ragioni della pretesa e la presenza delle parti e del mediatore, atteso come il procedimento è vincolato alla riservatezza, verbale debitamente sottoscritto da tutte le parti presenti.

E’ sempre opportuno intraprendere il procedimento di mediazione prima di intraprendere il giudizio ed è opinione consolidata dello Studio di intraprenderlo subito, anche perché il procedimento medesimo può essere utile per raggiungere un accordo.

La condizione di procedibilità non si applica per quanto riguarda alcuni procedimenti, ossia per il procedimento per ingiunzione, fino al provvedimento di pronuncia sulle istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione, nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile, o nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile, o nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile, così come nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata, nei procedimenti in camera di consiglio e nell'azione civile esercitata nel processo penale, ai sensi del quarto comma dell’art. 5 del D. Lgs. 28/2010.

E’ rilevante quanto previsto dal sesto comma dell’art. 5, ossia che la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale ed impedisce la decadenza per una volta soltanto, e se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta nel medesimo termine di decadenza previsto per il caso di specie, il quale decorre dalla data deposito del verbale dell’incontro con il quale si conclude negativamente il procedimento di mediazione.

Parimenti è importante considerare come il rifiuto alla partecipazione al procedimento di mediazione senza giustificato motivo ovvero la mancata partecipazione, ai sensi del comma 4 bis dell’art. 8 del D. Lgs. 28/2010, che:
“il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell' articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.”.

Essendo dovere deontologico del Professionista informare tutti i Clienti della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione, nel sito si allega anche l’idonea informativa concepita dallo Studio.

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